"Non esiteremo ad andare oltre, se necessario."
Nel Regno Unito, le scuole sono state sollecitate a rimuovere le foto che ritraggono gli alunni da siti web e social media, dopo che alcuni ricattatori hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per creare immagini sessualmente esplicite di minori.
Esperti in materia di sicurezza dei minori e la National Crime Agency del Regno Unito hanno avvertito che i criminali stanno manipolando immagini scolastiche pubblicamente disponibili trasformandole in materiale pedopornografico, per poi chiedere denaro in cambio della cessazione della condivisione online di tali contenuti.
L'avvertimento fa seguito a un recente caso che ha coinvolto una scuola secondaria britannica di cui non è stato rivelato il nome. Secondo quanto riportato, i criminali avrebbero prelevato foto dal sito web o dagli account social della scuola e utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per creare immagini esplicite.
Le immagini manipolate sono state poi inviate alla scuola insieme alla minaccia di pubblicarle online se non fosse stato effettuato un pagamento.
La Internet Watch Foundation ha dichiarato di essersi adoperata per impedire la diffusione online delle immagini.
Utilizzando uno strumento di identificazione digitale noto come "hash", l'organizzazione ha condiviso il materiale con le principali piattaforme tecnologiche per bloccare i caricamenti.
L'organismo di controllo ha aggiunto che 150 delle immagini manipolate nel caso potrebbero essere classificate come materiale pedopornografico ai sensi della legge britannica.
Jess Phillips ha descritto l'incidente come una "minaccia emergente profondamente preoccupante".
Ha dichiarato: "Non esiteremo ad andare oltre, se necessario, e faremo in modo che le nostre leggi rimangano al passo con le minacce più recenti".
Il governo ha già annunciato l'intenzione di vietare il possesso di modelli di intelligenza artificiale progettati per generare materiale pedopornografico.
L'IWF ha dichiarato che l'incidente non è isolato e ha confermato di essere a conoscenza di altri tentativi di ricatto che coinvolgono immagini scolastiche manipolate nel Regno Unito.
L'Early Warning Working Group, un organismo consultivo britannico specializzato nei pericoli online, ha pubblicato delle linee guida che consigliano alle scuole di ripensare al modo in cui utilizzano le immagini degli alunni online.
Sebbene il problema non sia ancora diffuso, il gruppo ha avvertito che è "solo questione di tempo" prima che altre scuole vengano prese di mira.
Le linee guida raccomandano di rimuovere le immagini che mostrano chiaramente i volti degli alunni. In alternativa, le scuole sono incoraggiate a utilizzare foto scattate da lontano, immagini sfocate o foto scattate da dietro i bambini.
Il consiglio metteva inoltre in guardia dal pubblicare "informazioni che consentano l'identificazione", come "nomi o volti".
Le scuole sono state inoltre invitate a valutare se le immagini degli alunni siano effettivamente necessarie.
Le linee guida affermavano che le strutture avrebbero dovuto valutare "se l'utilizzo di immagini prive di volti di bambini e giovani possa comunque raggiungere gli obiettivi prefissati".
Ha aggiunto che le scuole potrebbero continuare a "celebrare i successi in modo più sicuro" riducendo al minimo i rischi.
Tra le raccomandazioni aggiuntive figuravano l'evitare l'uso dei nomi completi nelle didascalie delle foto, l'applicazione di impostazioni di privacy più restrittive ai siti web e agli account dei social media e la revisione periodica dei contenuti online che ritraggono minori.
La checklist raccomandava inoltre alle scuole di rinnovare frequentemente gli accordi di consenso all'utilizzo delle immagini con i genitori e i tutori.
In caso di tentativi di ricatto, alle scuole è stato raccomandato di contattare immediatamente la polizia, conservare il materiale illecito e rimuovere le immagini originali manomesse dalla vista del pubblico.
Il gruppo di lavoro comprende organizzazioni come la NSPCC, la National Crime Agency, Education Scotland e il governo gallese.
La Confederazione dei Trust Scolastici ha affermato che le scuole "valuteranno attentamente" le raccomandazioni, cercando di trovare un equilibrio tra la sicurezza degli alunni e la celebrazione dei successi.
Leora Cruddas, amministratrice delegata della CST, ha dichiarato:
"Come educatori, istintivamente desideriamo celebrare i successi dei bambini e questo include condividere foto e video di tutte le cose positive che accadono nelle nostre scuole."
"È profondamente deprimente constatare che, così facendo, potremmo trovarci a dover affrontare minacce da parte di aggressori e truffatori."
L'aumento delle estorsioni sessuali tramite intelligenza artificiale è diventato una preoccupazione crescente in tutto il Regno Unito.
La sextortion in genere consiste nel costringere le vittime a condividere immagini intime, minacciando poi di pubblicarle a meno che non vengano forniti denaro o altro materiale.
I progressi nell'intelligenza artificiale generativa hanno permesso ai criminali di creare immagini esplicite false utilizzando normali foto prese dai profili dei social media.
Diversi adolescenti britannici si sono tolti la vita dopo aver ricevuto minacce di estorsione a sfondo sessuale.
Il servizio Report Remove, che aiuta i bambini a segnalare immagini esplicite online, ha dichiarato di aver ricevuto 394 segnalazioni da parte di minori di 18 anni riguardanti tentativi di ricatto nel 2025, con un aumento del 34% rispetto al 2024.
Le autorità hanno collegato numerose operazioni di estorsione a sfondo sessuale a bande criminali organizzate con base all'estero, in particolare nell'Africa occidentale e in Nigeria.
Gli inquirenti ritengono che il recente caso scolastico abbia coinvolto un linguaggio comunemente utilizzato nei "copioni" di negoziazione impiegati dalle bande dedite all'estorsione sessuale.
Alcune scuole hanno già iniziato a modificare le proprie politiche in risposta alla minaccia.
Nel 2025, la Loughborough Schools Foundation ha riprogettato il proprio sito web per rimuovere le immagini riconoscibili degli alunni.








