i dati indicano secoli di siccità ricorrenti
La civiltà della valle dell'Indo, che fiorì nell'attuale Pakistan e nell'India nordoccidentale, è nota per la sua avanzata pianificazione urbana, le strade a griglia, le case in mattoni a più piani e i primi sistemi igienico-sanitari che includevano i bagni con sciacquone.
Per decenni, molti hanno creduto che il suo crollo fosse dovuto a un evento misterioso.
Tuttavia, uno studio ha ora messo in discussione tale ipotesi presentando prove del fatto che una serie di prolungate siccità ne hanno innescato il declino.
Pubblicato in Communications Earth and Environment, il studio si basa su dati paleoclimatici e modelli computerizzati per esaminare i modelli climatici dal 3000 al 1000 a.C.
La ricerca dimostra che la caduta di Harappa, uno dei più grandi centri urbani della civiltà, non fu dovuta a una singola catastrofe.
I dati, invece, indicano secoli di ricorrenti siccità che hanno lentamente prosciugato fiumi e terreni.
Come ha spiegato l'autore principale Hiren Solanki dell'Indian Institute of Technology di Gandhinagar, questi prolungati periodi di siccità hanno probabilmente costretto gli abitanti di Harappa a spostarsi frequentemente alla ricerca di luoghi in cui vivere.
Il coautore Balaji Rajagopalan, ricercatore di idrologia presso l'Università del Colorado a Boulder, ha affermato che la siccità è solo una parte di una sfida più ampia. Ha sottolineato che la diminuzione delle scorte alimentari e un fragile sistema di governance hanno intensificato la pressione, spingendo la società verso la frammentazione e la dispersione.
Nonostante queste condizioni, la civiltà della valle dell'Indo sopravvisse per quasi due millenni.
I ricercatori hanno trovato prove che gli Harappa si adattarono modificando i metodi agricoli, diversificando le rotte commerciali e spostandosi verso fonti d'acqua più stabili, in particolare lungo il fiume Indo e i suoi affluenti.
Questa resilienza a lungo termine offre insegnamenti sulla pianificazione proattiva, sulla gestione delle risorse idriche e sull'agricoltura sostenibile, che restano rilevanti anche oggi, mentre le società moderne affrontano il cambiamento climatico.
Per ricreare il clima di quell'epoca, il team ha combinato simulazioni al computer con indicatori ambientali, tra cui stalattiti e stalagmiti provenienti da grotte indiane e registrazioni del livello dei laghi provenienti da diverse regioni.
Ciò ha permesso loro di farsi un'idea più chiara dei cambiamenti ambientali che hanno plasmato la traiettoria della civiltà.
Tra il 3000 e il 2475 a.C., l'attività monsonica fu insolitamente forte a causa delle condizioni più fredde del Pacifico tropicale.
Questo modello simile a La Niña portò maggiori precipitazioni e favorì la diffusione degli insediamenti in aree ricche di pioggia.
Nei secoli successivi, con il riscaldamento del Pacifico tropicale, le precipitazioni diminuirono e le temperature aumentarono, causando ripetute siccità.
I ricercatori hanno individuato quattro importanti periodi di siccità verificatisi tra il 2425 e il 1400 a.C., ciascuno durato più di 85 anni.
Una delle siccità più gravi raggiunse il culmine intorno al 1733 a.C., durò circa 164 anni e colpì quasi l'intera regione.
I dati hanno inoltre mostrato un aumento complessivo della temperatura di 0.5 gradi Celsius e una diminuzione delle precipitazioni dal 10 al 20%.
Questi cambiamenti ebbero conseguenze di vasta portata.
Il coautore Vimal Mishra e il suo team hanno descritto in dettaglio come la riduzione dei laghi e dei bacini idrici poco profondi, il calo dei livelli dei fiumi e l'inaridimento dei terreni abbiano interrotto le reti commerciali e indebolito l'agricoltura, in particolare nelle comunità lontane da fonti idriche affidabili.
Ciò determinò grandi spostamenti di popolazione e giocò un ruolo evidente nel declino della civiltà.
Il geoscienziato Liviu Giosan del Woods Hole Oceanographic Institution ha osservato che lo studio segna un importante passo avanti nella comprensione del modo in cui le antiche civiltà rispondevano allo stress idroclimatico.
Mentre le ricerche precedenti si basavano su campioni geologici limitati, questo lavoro integra molteplici dati per mostrare come i cambiamenti nel ciclo dell'acqua abbiano plasmato la regione.
Questo approccio potrebbe anche aiutare i ricercatori a studiare altre antiche culture fluviali, tra cui quelle della Mesopotamia, dell'Egitto e della Cina.
Giosan ha aggiunto che i risultati rivelano i modi inaspettati in cui la siccità ha influenzato i modelli di insediamento nella regione dell'Indo, aprendo nuove direzioni per l'esplorazione archeologica.
Ha inoltre sottolineato la resilienza di queste civiltà durante lunghi periodi di instabilità climatica, evidenziando chiari parallelismi con le sfide odierne.
Rajagopalan ha sottolineato che i futuri cambiamenti nelle temperature del Pacifico tropicale avranno un ruolo importante nel determinare i modelli delle precipitazioni nell'Asia meridionale, sollevando questioni cruciali per la ricerca sul clima in corso.








