Il brano è una rivisitazione moderna del post-punk indiano
Il goth, una sottocultura nata dalle radici post-punk del Regno Unito degli anni '1970 e '80, è da tempo un baluardo per gli incompresi.
È un mondo di romanticismo oscuro, di inni malinconici e di una moda estetico che abbraccia il macabro.
Ma mentre l'immagine popolare del goth è spesso quella di una figura dal viso pallido e vestita di nero, tra gli artisti dell'Asia meridionale si sta verificando una nuova ed entusiasmante evoluzione della sottocultura.
Alcuni stanno fondendo i suoni tradizionali del goth con la propria eredità culturale, creando una forma di autoespressione unica e potente.
Questi musicisti sfidano la visione occidentale del goth, intrecciando influenze tribali e riferimenti culturali per forgiare un sound che è del tutto personale.
Dall'etereo all'aggressivo, stanno spingendo i confini del genere e dimostrando che il goth è un fenomeno globale con un panorama sonoro diversificato e in continua espansione.
Sottocanzone della notte
Entrate in una macchina del tempo e lasciatevi trasportare in un club underground degli anni '1980 con 'Subsong Of The Night' di Gurpreet Singh Matharoo.
Il brano è una rivisitazione moderna del post-punk indiano, con un ritmo incalzante e un'energia cruda e grintosa impossibile da ignorare.
Un potente assolo di chitarra elettrica attraversa il brano, fondendo i mondi del goth e del rock in un modo che è allo stesso tempo nostalgico e piacevolmente nuovo.
Saia
'Saaya' dell'artista gender-fluid Willow Scarlet è un brano sensuale e ipnotico che ti cattura fin dalla prima nota.
I ritmi poliritmici e i loop di batteria energizzanti del brano creano un paesaggio sonoro ipnotizzante, mentre la discreta inclusione del sitar aggiunge un sapore tipicamente Desi.
"Saaya" è un esempio perfetto di come gli artisti sud asiatici stiano rimodellando il genere goth, creando una musica che è allo stesso tempo oscura e profondamente radicata nella loro identità culturale.
Oltre alla sua musica, Scarlet, conosciuta anche come Bhumi, è una fervente sostenitrice degli artisti e dei creatori Desi goth, contribuendo a costruire una comunità solidale e fiorente.
Nasha
Preparatevi a un assalto sonoro con "Nasha" della band post-punk di Los Angeles, Aurat.
Il brano inizia con un'intensità lenta e progressiva, prima di esplodere in una frenesia di bassi sintetizzati e voci potenti e ripetitive della frontwoman pakistano-americana Azeka Kamal.
Incorporando testi in urdu nella loro musica, gli Aurat offrono un'esperienza linguisticamente ricca e culturalmente ricca di sfumature per un pubblico globale, dimostrando che la lingua non è un ostacolo al potere del goth.
Macchiato
Shikhee D'iorna, musicista di origini bengalesi dietro gli Android Lust, crea musica dark e introspettiva dal 1995.
Il suo brano "Stained" è un'introduzione perfetta al suo sound unico, che fonde echi atmosferici con ritmi elettronici grintosi.
Attingendo a una vasta gamma di influenze, dall'elettropop alla darkwave, Android Lust crea tracce dance post-industriali con un tocco electro-rock, enigmatiche e profondamente avvincenti.
La tana della miseria
Arogya, la prima band indiana di dark synth rock assamese, offre un'esperienza di ascolto viscerale e potente.
"Misery's Lair" è un inno travolgente che racconta una tragica storia d'amore e perdita, con un sottofondo di brani strumentali ad alto numero di ottani.
Il sound della band è un potente mix di elementi metal, folk ed elettronica dark.
Le loro esibizioni dal vivo sono uno spettacolo visivo, con costumi elaborati e un trucco ispirato ai KISS e al visual-kei giapponese, nonché ai motivi tribali del Nord-Est.
Kali
'Kali' dell'artista darkwave indiano Echo Eudora è un brano provocatorio e inebriantemente ambient.
La canzone è un inno all'emancipazione, con testi come "My Brown Skin Has The Blood Of Gods In It" e "This Is My Identity//F**k Your Fascist 'Democracy'" interpretati con una produzione sognante ma incisiva.
"Kali" è una potente dichiarazione di identità e una testimonianza della capacità dell'artista di incanalare frustrazione e riverenza in una canzone accattivante e orecchiabile.
Gli angeli non vivono all'inferno
L'artista Astha, residente a Delhi e conosciuta con il nome d'arte Hellish, crea un paesaggio sonoro al tempo stesso cupo e affascinante.
"Angels Don't Live In Hell" è un brano arioso e in stile sirena che mette in mostra il suo mix unico di dark pop, shoegaze e hyperpop.
La sua voce, che ricorda quella delle prime Lana Del Rey e Melanie Martinez, contribuisce alla qualità inquietante ed eterea della canzone, lasciando un'impressione duratura e oscura.
Invocazione di Pakhangba
La band shamanic art metal Serpents Of Pakhangba di Manipur offre una vera e propria esperienza multisensoriale con il loro brano "Invocation Of Pakhangba".
La canzone è un potente omaggio all'antica divinità serpente Meitei, Pakhangba.
È una sinfonia di caos controllato, con assoli di chitarra elettrica scoppiettanti, ariose melodie di flauto Toudri e voci gutturali.
La discografia della band è un viaggio nel mito Meitei e non è adatta ai deboli di cuore.
Delicata resa
Per chi desidera i suoni nostalgici degli anni Ottanta, "Delicate Surrender" dei Long Distances è il brano perfetto.
Provenienti dall'India, la band incanala le ansie contemporanee in un paesaggio sonoro carico di riverberi, allo stesso tempo malinconico e ballabile.
Tracciando parallelismi con band iconiche come The Cure e The Wallows, "Delicate Surrender" trova il giusto equilibrio tra post-punk e indie rock.
La scena goth dell'Asia meridionale è uno spazio vivace ed entusiasmante in cui gli artisti stanno ridefinendo i confini del genere.
Unendo la loro eredità culturale ai suoni dark e malinconici del goth, creano una musica unica e universalmente apprezzabile.
Mentre la scena continua a crescere ed evolversi, è chiaro che il goth sud asiatico è una nuova voce potente e importante nel panorama musicale mondiale.








